Proprio qualche giorno fa, per l’esattezza il 1° aprile 2026, mentre scrollavo le ultime novità su Instagram mi è capitato di vedere il post della NASA sull’ultimo viaggio emozionante intorno alla Luna con Artemis II: Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch per la NASA, e Jeremy Hansen per l’Agenzia Spaziale Canadese.
3 – 2 – 1 … per un astronauta sono gli ultimi secondi prima di partire, sentire il rombo dei motori e poi il silenzio verso una meta bianca; gli stessi secondi sono serviti anche a me per poter abbandonare la piattaforma social e toccare con gli occhi quel poco di così tanto reale e fuori dall’ordinario.
Una delle prime regole che insegnano in un corso di fotografia è quella di vedere da un altro punto di vista quello che viviamo. Un angolo di visione insolito può portare a raccontare la storia in un modo differente. Riflettevo quindi su come un astronauta sia l’unico essere umano in grado di mostrarci un angolo di visione così diverso da andare oltre quello che milioni di persone potrebbero mai pensare di fotografare.

Uno scatto che non dimentichi
Queste fotografie così inusuali mi lasciano sempre senza parole. Se osservata senza fretta, si può notare al polo nord e al polo sud la presenza inaspettata e fugace delle aurore polari, un verde brillante insieme alla luce del sole che, riflessa sulla superficie, gli conferisce quell’aspetto azzurro. Queste note di colore si apprezzano ancor di più in quanto la foto stessa ci suggerisce che metà emisfero, quello di fronte a noi, è raggiunta dalla notte. Questa leggera penombra rende percepibili come lucciole le prime luci gialle artificiali sulla crosta terrestre. E gli oceani blu, le nubi bianche avorio, e la superficie color terra di Siena diventano dettagliate e visibili all’occhio umano solo grazie alle capacità strumentali odierne
<< … che meraviglia! >>
Ma come è stata scattata?
Ho voluto fare una ricerca perché da amante della fotografia volevo capire anche a livello tecnico come fossero state realizzate queste foto. La NASA ci riporta qualche dettaglio interessante. Le foto sono state scattate da Reid Wiseman con la Nikon D5 da 20,67 megapixel con il Nikkor 14-24mm f/2.8 (focale usata: 22mm). I dati di esposizione: f/4 — 1/4 sec — ISO 51.200.
Questo devo ammettere che mi ha fatto sorridere, e la domanda sorge spontanea: Perché proprio la Nikon D5 e non qualcosa di più moderno? La Nikon D5, pur essendo una fotocamera del 2016, ad oggi rimane l’unica ad avere un alto range dinamico che gestisce il contrasto estremo tra superfici illuminate dal sole e l’ombra profonda, una grande resistenza alle radiazioni e il range ISO si estende fino a un equivalente espanso di 3.280.000 definito sulla macchina come (Hi 5). È una macchina certificata per l’uso spaziale. Non è la prima volta che la Nikon collabora con la NASA: lo fece già con Apollo 15 nel 1971, e fornisce fotocamere alla Stazione Spaziale Internazionale dal 1999.
Tutto questo per dirvi che dietro a quegli scatti non c’è solo emozione, ma anche ingegneria.
Nel frattempo, da qualche parte sopra di noi, quattro persone stanno per affacciarsi sul lato nascosto della Luna. Starò ad aspettare quelle foto come si aspetta qualcosa di cui ancora non si conosce la forma.

Ci penso ancora
Prima di concludere, vi lascio con una piccola riflessione. Queste foto a volte non si guardano, ma si sentono e quando succede non c’è algoritmo o scrolling compulsivo che tenga. Tutto si ferma.
Mi chiedo: c’è un’immagine che ti ha fermato così, anche solo per un secondo? Non importa da dove viene, potrebbe essere una foto di viaggio, un fotogramma di un film, uno scatto qualunque. Scrivimi nei commenti sarò felice di leggerti.
Per ora passo e chiudo … alla prossima!
Crediti fotografici Tutte le immagini della missione Artemis II sono di pubblico dominio. Foto: NASA / Reid Wiseman. Codici archivio: art002e000191, art002e000192, art002e008486, art002e008487, art002e004439. Disponibili in alta risoluzione su images.nasa.gov.
Fonti NASA — nasa.gov/mission/artemis-ii · PetaPixel — petapixel.com · National Geographic · Wikipedia — Earthrise